Farouk Hosny

Farouk Hosny

Icona della Golden Age delle relazioni Egitto-Italia

La vita artistica di Farouk Hosny ha inizio nella città di Alessandria, nella quale visse durante la giovinezza e dalla cui Facoltà di Belle Arti si laureò nel 1964. Le sue attività si mossero nell’ambito culturale: fu inizialmente direttore del Palazzo della Cultura di Alessandria ed esponente del movimento culturale della città, attirando l’attenzione di intellettuali e artisti sia ad Alessandria che al Cairo.

All’inizio degli anni Settanta trovarono posto i primi tentativi di cambiamento dello stile espressivo verso l’astrattismo e la prima mostra dell’artista presso l’Atelier di Alessandria. Nel 1971 Farouk Hosny fu scelto per il ruolo di Addetto Culturale presso l’Ambasciata Egiziana a Parigi e di Direttore dell’Istituto di Cultura Egiziano nella capitale francese, ove presentò la cultura egiziana sia nei suoi aspetti di novità che in quelli della tradizione, facendo per altro conoscere alla Francia il cinema egiziano e le varie espressioni artistiche che costituivano quel corposo movimento culturale che catturò l’attenzione degli amanti della cultura sia in Egitto che in Francia.
Nella sua vita artistica ebbe inizio un cambiamento innovatore verso un modulo espressivo astrattista; conobbe alcuni artisti e critici francesi e tenne numerose mostre a Parigi e in altre città francesi. In quel periodo, tra i primi anni Settanta e la fine dello stesso decennio, la sua identità artistica si consolidò e venne alla luce il suo stile personale, caratterizzato poi per tutta la sua vita artistica dal cambiamento, nonostante poi lo stile per il quale si era distinto rimase quello dominante nel corso del processo creativo.
Il suo percorso artistico si completò e si accrebbe in vitalità dopo il trasferimento da Parigi direttamente a Roma, dove divenne nel 1979 Direttore dell’Accademia di Belle Arti d’Egitto, svolgendo altresì un ruolo importante nel far conoscere all’Italia la cultura egiziana. Fu quello un periodo ricco di attività culturale e creativa in Egitto che pervase anche le terre italiane: l’artista conobbe infatti diverse personalità italiane stimate in vari ambiti: politico, artistico, cinematografico, musicale e letterario. Fu in quella fase che le opere astratte divennero dominanti nella sua produzione; tenne numerose mostre delle sue opere a Roma e in varie città italiane, delle quali si sono occupati alcuni dei maggiori critici, in Italia e all’estero, tra i quali: Enzo Bilardello (Italia), Giovanni Carandente (Italia), Mokhtar Al-Attar (Egitto), Ahmed Fouad Salim (Egitto), Philippe De Montebello (Direttore del Metropolitan Museum di New York) Jessica Winegar (New York), Carmelo Strano (Italia), Lorenzo Trucchi (Italia), Michel Nurisdany (Francia), Maria Teresa Benedetti (Italia).
Tornò in Egitto nel 1987 per assumere l’incarico di Ministro della Cultura, tenuto fino al 2011.

Elaborò un progetto di politica culturale per l’Egitto proposto agli intellettuali individualmente e collettivamente, attraverso le loro varie organizzazioni. Le basi di tale politica si fondavano, riassumendo, sull’interesse verso l’opera artistica e gli artisti in senso generale, ed in particolar modo sui giovani, sulla diffusione di una democrazia della cultura, sull’importanza delle istituzioni culturali e dell’apertura culturale dell’Egitto verso il mondo, sulla centralità del completamento di edifici culturali fondamentali e della costruzione di grandi strutture culturali.
Ha rivisto la struttura del Ministero della Cultura egiziano, creandovi e sviluppando numerosi dipartimenti e agenzie culturali, in aggiunta agli enti già esistenti, al fine di dar risposta allo sviluppo originale delle attività culturali e artistiche in Egitto; tra essi figurano: l’Agenzia per il Centro Culturale Nazionale (l’Opera Egiziana); l’Agenzia per la Biblioteca Nazionale e l’Archivio; l’Agenzia Generale per gli Edifici Culturali; il Dipartimento per gli Affari della Produzione Culturale; la Cassa per lo Sviluppo Culturale; il Dipartimento per le Relazioni Culturali con l’Estero; il Dipartimento per le Arti Visive; il Supremo Consiglio per le Antichità; l’Ente per il Coordinamento Civile. Alcuni di questi dipartimenti hanno poi realmente operato alla guisa di piccole amministrazioni centrali.

L’ambito dell’istruzione e della formazione

Ha operato per il rinnovamento delle strutture educative, collegando molte di esse alle istituzioni delle accademie d’arte; ha operato per lo sviluppo di programmi educativi e formativi e per il rinnovamento dei metodi didattici negli istituti superiori e nelle accademie.
Ha assegnato la priorità all’interazione tra le scienze moderne, la tecnologia e le attività culturali negli istituti superiori, come l’Istituto d’Arte per l’Infanzia, l’Istituto di Architettura Ambientale e l’Istituto delle Arti del Restauro, tutti istituti creati all’interno dell’Accademia d’Arte.
Ha creato numerosi laboratori specializzati nel restauro di documenti e manoscritti, primi nel genere in tutto il Medio Oriente, incoraggiando la formazione di quadri specializzati in tale ambito all’interno dell’Agenzia per la Biblioteca Nazionale e l’Archivio.
È stato il promotore dell’idea di uno sviluppo di centri creativi specializzati nell’arte della poesia, della critica, del teatro, del cinema, della cultura per l’infanzia e delle arti figurative, centri che si sono poi diffusi nelle varie regioni del paese.
Ha modernizzato e sviluppato le infrastrutture delle istituzioni e dei centri culturali, fondando nuovi ritrovi e circoli culturali e trasformando palazzi e dimore storiche in centri scientifici, culturali e di ricerca.

L’ambito delle biblioteche

Ha creato numerose e importanti biblioteche, come la Biblioteca Centrale del Cairo, dando nuova vita e impulso alla Biblioteca e all’Archivio, favorendo l’opera di restauro e digitalizzazione dei documenti e dei manoscritti in tale struttura.
Ha dato vita a più di cento centri culturali nei villaggi egiziani più poveri all’interno di un grande progetto volto alla creazione di decine di biblioteche ogni anno; ha operato per il rinnovamento della visione e delle politiche per la cultura incoraggiando le belle arti, il teatro, il cinema, operando per la tutela della letteratura, dei letterati e degli intellettuali e promuovendo i giovani in tutti questi campi.
Ha allestito numerosi festival e iniziative internazionali nell’ambito del cinema, del teatro, dell’arte, della letteratura e del pensiero, cosicché l’Egitto ha assunto una posizione considerevole all’interno del movimento culturale internazionale.
Ha stabilito un saldo ponte tra l’Egitto e gli altri paesi, in particolar modo i paesi arabi, africani ed europei, i paesi dell’Asia e del Mediterraneo.

L’ambito della traduzione

Tra i suoi grandi progetti vi è stato il “Progetto Nazionale per la Traduzione” attraverso il quale è stata intrapresa la traduzione di migliaia di libri da e verso la lingua araba attraverso 27 lingue di tutto il mondo.
Ha promosso la libertà di espressione difendendola da forze oscurantiste e dalle correnti reazionarie. Ha allestito il primo Festival del Teatro Sperimentale al mondo, incontrando un grande successo a livello internazionale.

L’ambito museale

Ha dato vita ad un’attività museale senza precedenti, creando diciotto musei regionali specializzati, tra i quali i più importanti sono: il Museo di Nubia, il Museo della Mummificazione, il Museo della Tessitura, il Museo dell’Arte Ceramica Islamica, il Museo degli Orientalisti.

L’ambito dei grandi progetti culturali

Il suo progetto pioniere è stato quello di far ritornare il Cairo al suo antico volto, vivificando e restaurando gli edifici dell’Egitto islamico attraverso il progetto “Cairo Storica”, al fine di conservare questa città eterna; tale progetto è stato sviluppato per il 90%.
È stato promotore dell’idea di realizzare il più grande museo del mondo, il “Grande Museo Egiziano” e di creare il più grande Museo di civiltà egiziana presso Fustat.
Ha intrapreso il maggior processo di restauro delle antichità egiziane inerenti la storia “faraonica, copta, islamica, greca e romana”. Tra i maggiori progetti di restauro che hanno fatto rivivere alcuni dei più importanti monumenti vi è quello della scomposizione, il riassemblamento e il restauro della Sala Amenofi presso il Tempio di Luxor, quello della Chiesa Sospesa, del Museo Copto, delle mura della Cairo Antica, il progetto di sviluppo delle aree adiacenti la Cittadella e le Piramidi, il progetto di recupero dei reperti archeologici sommersi nel mare di Alessandria, quello di restauro di alcune chiese (undici chiese), monasteri (sette monasteri) e moschee storiche in varie regioni dell’Egitto.
Ha effettuato uno storico restauro della statua della Sfinge che è durato dieci anni: è così che la stampa internazionale (come i quotidiani “Le Monde” e “il Corriere della Sera”) lo ha soprannominato “Ministro della Sfinge”.

Ha esposto le proprie opere nei più importanti musei del mondo, tra cui: il Metropolitan Museum di New York (1999/2000), il Carrousel du Louvre a Parigi (1998), il Vittoriano di Roma (2005), il Museo Nazionale di Vienna (1999), il Tokyo Art Museum (1996), la Sala espositiva dell’Unesco (1994) la Sala espositiva del National Geographic a Washington (2005).
Nei paesi arabi ha tenuto diverse mostre nei seguenti musei internazionali:
il Museo Sursock di Beirut; il Museo Nazionale del Bahrein a Manama; diverse sale espositive in Qatar, Abu Dhabi e Gedda.

Inoltre ha ottenuto i seguenti riconoscimenti e premi internazionali:
-Professore Emerito presso l’Università giapponese di Soka, dove ha anche ricevuto un Dottorato ad honorem (1993);
-Professore Emerito presso la Facoltà di Belle Arti dell’Università di Alessandria (1999);
– ha ottenuto il Premio Internazionale per la Cultura e la Pace dell’Università giapponese Soka Gakkai (1993).