Magdy Qenawy

Magdy Qenawy

Diplomatico dell’estetica

Magdy Qenawy è nato il 12/10/1943 ad Alessandria.
Ha conseguito la Laurea in Belle Arti (incisione) nel 1964, la Laurea Magistrale in arte dell’intaglio e della tipografia nel 1975 ad Alessandria.
Si è diplomato presso l’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Urbino (progettazione grafica) nel 1981.
Membro dell’Unione degli Artisti Visivi e dell’Atelier di Alessandria.
È stato Professore e Presidente del Dipartimento di Progettazione Grafica della Facoltà di Belle Arti di Alessandria; ha coperto la carica di Direttore dell’Accademia di Belle Arti d’Egitto a Roma dal 1995 al 2000.
Ha tenuto numerose mostre personali in Egitto, Italia, a Parigi e in Kuwait ed ha partecipato a varie mostre collettive in Egitto, in Italia e alle Biennali di Alessandria.
Ha ottenuto una borsa di studio del Ministero della Cultura dal 1968 al 1971 e una borsa interna dei Laboratori d’Arte di Luxor nel 1965.
Ha conseguito numerosi premi e riconoscimenti, tra cui il premio della giuria alla Quinta Biennale Internazionale del Cairo nel 1994.
Le sue opere sono state acquisite dal Museo di Arte Egiziana Moderna del Cairo e di Alessandria, dal Museo di Belle Arti di Alessandria, dalle Facoltà di Belle Arti di Alessandria e El Minya, dal Centro Congressi e dall’Opera Egiziana.

Elementi che hanno influito artisticamente e intellettualmente sull’artista:
In un momento di riflessione l’artista Magdy Qenawy ci porta verso un mondo magico rivestito di silenzio e stupore per poi condurci, con la sua interminabile fiducia nelle proprie opere, verso un’esperienza artistica nuova, che oscilla tra lettere arabe e ornamenti islamici e si sofferma, lasciandoci senza fiato, innanzi a un’incisione primitiva sul muro di una caverna pervasa dalla nostalgia del ricordo.
Seppur i metalli fanno arrugginire il particolare linguaggio estetico di tale esperienza, l’artista Magdy Qenawy lo trasforma in un canto colorato nutrito delle sue opere che con ostinazione sorvolano il mondo della mitologia. Ma il verde del rame, il rosso della ruggine, il cuore pulsante della terra con un certo senso di continuità e di permanenza, sgorgano dai contorni, dagli angoli, dalle linee e dalle superfici di Qenawy fino a renderci un’arte che pullula di un movimento tra gli astri, spirutuale, un’arte lontana dal fracasso e dalla mancanza di senso che ci sussurra dei simboli: quando però l’udito si assottuglia, sono la carta e l’inchiostro a comunicare.
Qenawy traccia delle precise forme astratte all’interno di quadrati e rettangoli verticali tra loro equidistanti che contengono degli incastri colorati e fluidi talvolta completati da fogliette dorate.