Mohammed Nagy

Mohammed Nagy

Precursore della cultura

Pan-Mediterranea

Il pittore Mohammed Nagy è considerato tra i pionieri del movimento delle belle arti in Egitto e nel mondo arabo; è appartenuto a quella corrente artistica che unisce passato e presente e che combina tradizione e modernità. Nagy ha dedicato la propria esistenza al servizio e alla promozione dell’arte: egli è infatti considerato tra i primi e maggiori esponenti della pittura egiziana ed è stato il fondatore del movimento artistico moderno in Egitto.

Mohammed Nagy nacque ad Alessandria il 17 Gennaio 1888, nel quartiere di Moharam Bek; crebbe nella casa del padre, Musa Nagy, sulle rive del Canale Mahmoudiyya. Da giovinetto era immerso in una famiglia che amava le arti e le lettere: il padre leggeva di letteratura, il nonno scriveva poesie, la sorella indusse in Nagy l’amore per il disegno e la pittura. Terminata la scuola elementare e quella secondaria ad Alessandria, Nagy nel 1906 partì per la Francia per iscriversi al Collegio di Lione, dove si insegnava giurisprudenza, in accordo con i desideri del padre. Nel 1910 ottenne la licence in diritto francese, ma il suo amore per l’arte lo spinse ad iscriversi alla Facoltà di Belle Arti di Firenze, dove studiò disegno e pittura nel periodo tra il 1910 e il 1914: questo lo rese il primo egiziano a studiare belle arti in Italia. Ebbe l’opportunità di studiare arte, durante un suo viaggio a Parigi del 1918, da uno dei maggiori pittori al mondo, il fondatore del movimento impressionista in Europa, il francese Claude Monet. Al suo ritorno in patria nel 1919, Nagy contribuì al movimento nazionalista egiziano realizzando molti quadri tra i quali “La processione di Iside” che ottenne la medaglia d’oro al Salone degli Artisti Egiziani di Parigi nel 1922.

Per molti anni Mohammed Nagy ha fatto parte del corpo diplomatico, lavorando come Addetto in Brasile presso l’Ambasciata egiziana di Rio de Janeiro; da lì si trasferì nel 1927 all’Ambasciata egiziana di Parigi, dove rimase fino al 1929. Nel 1930 Mohammed Nagy si dimise da ogni incarico diplomatico per dedicarsi completamente all’arte.
Mohammed Nagy ha fondato l’Atelier di Alessandria nel 1934 (il Gruppo degli Artisti e degli Scrittori) che riuniva un gruppo di artisti e letterati alessandrini e del quale poi fu nominato presidente. Nel 1952 fondò poi l’Atelier del Cairo.
Nel 1937 Mohammed Nagy fu nominato direttore della Scuola Superiore di Belle Arti del Cairo (da allora Facoltà di Belle Arti), primo arabo ad occupare tale carica.
Nel periodo tra il 1939 e il 1947 fu nominato prima Direttore del Museo d’Arte Moderna del Cairo, poi Direttore dell’Accademia di Belle Arti d’Egitto a Roma.
Tra le opere più famose dell’artista ritroviamo “Il mizmar”, “Il pastore di Luxor”, “Un nobile d’Abissinia”, “La campagna egiziana”, “I pescatori”, “La musicante”, “Il mahmal”, “Il jinn dei datteri”, “I doni del paese”, “Le lacrime di Iside”.
Tra le sue opere più importanti vi sono le grandi pitture a muro, come quelle dell’Ospedale Mowasat che rappresentano la medicina presso gli Arabi e gli antichi Egizi o la grande tela sulla Nahda egiziana del Palazzo del Parlamento (ora Consiglio del Popolo). Ha anche realizzato dei laboratori per gli studenti di belle arti del villaggio di Karnak, presso Luxor, nel 1941.
Nagy partecipò alla campagna per la salvezza del tempio di Philae, per il ritorno in Egitto della scultura della testa di Nefertiti e quella per la salvezza del tempio di Abu Simbel, dal 1947 al 1954. Nel 1928 rivolse un appello per la salvaguardia delle arti popolari in Egitto durante una Conferenza Internazionale in rappresentanza dell’Egitto.
Nel 1927 è stato insignito della Legion d’onore.
Il Ministero della Cultura ha acquisito l’abitazione dell’artista presso le Piramidi, eretta nel 1952, trasformandola, dopo vari lavori, in un museo, poi inaugurato il 27/1/1991.
Le sue opere sono state acquisite dal Museo di Arte Moderna Egiziana, dal Museo di Arte Moderna di Alessandria, dal Museo di Belle Arti di Alessandria.
La serie di opere dedicate all’Abissinia del 1932 sono considerate tra le più importanti realizzazioni della pittura egiziana moderna.
Ha progettato l’istallazione e il progetto dello stand egiziano nell’Esposizione Universale di Parigi (1937-1939)
Mohammed Nagy è morto nell’aprile del 1956; in sua memoria il Salone delle Arti Figurative del Palazzo della Cultura Anfushi di Alessandria è stato intitolato al suo nome.

 

La visione dell’arte

Nagy fu un cantore della sua epoca, influenzato dai suoi accadimenti biografici, da quegli elementi che hanno contribuito alla formazione del suo pensiero e dalle sue esperienze di viaggio: egli ha condensato in se stesso lo spirito di quell’Egitto che si estendeva da Tebe fino ad Alessandria. Tuttavia l’evento più rilevante della sua vita fu il viaggio in Etiopia che lo condusse fino alle sorgenti del Nilo, nei primi anni Trenta; quel viaggio lo liberò dalla cupezza dei colori del nord e impregnò le sue opere di un certo lirismo i cui toni si celavano dietro l’obbedienza al regime.
Le sue opere tendono ad unire il passato artistico dell’antico Egitto al suo presente attraverso la predilezione per natura e il saldo legame con essa, traendo ispirazione dalla pittura parietale degli antichi Egizi; i suoi quadri si caratterizzano per la trasparenza, l’armonia e l’equilibrio della forza compositiva; Nagy era tuttavia allo stesso tempo un abile utilizzatore del colore.
Il segreto della multiformità delle sue opere è da ricercarsi nella autenticità della sua esperienza artistica esistenziale, influenzata dalle sue visite in Europa, di cui visse gli accadimenti con schiettezza in quanto artista contemporaneo al movimento impressionista.
Nagy fu il primo artista contemporaneo ad aprirsi alla natura, per tale ragione i suoi quadri pulsano di vitalità. Le opere di Nagy sono una testimonianza storica e umana e portano con sé la stessa umanità dell’artista: nei suoi quadri trovano spazio i più semplici, gli anziani e la natura nei suoi vari caratteri, così come l’artista ha raffigurato i propri parenti, uomini di stato e di potere, religiosi.
Ciò che più colpisce è come l’artista sia riuscito, nonostante la brevità dei suoi studi artistici, a superare ed evolversi nelle varie fasi ed epoche, muovendosi dal Classicismo al Romanticismo, dall’Impressionismo al Fauvismo fino al Post-Impressionismo senza per questo precludersi uno sguardo significativo verso l’arte dei suoi predecessori egiziani.
Mohammed Nagy è considerato il primo artista egiziano ad essersi dedicato ad opere dai contenuti e dalle forme che rispecchiavano gli interessi intellettuali del pubblico egiziano dell’epoca, utilizzando uno stile realista nell’espressione: tutto questo nonostante gli studi di giurisprudenza, l’impiego nel corpo diplomatico, la nomina come primo direttore egiziano della Scuola di belle Arti del Cairo, poi come direttore del Museo di Arte Moderna e infine l’incarico di Direttore dell’Accademia di Belle Arti d’Egitto a Roma.