Sahab Refat Almaz

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Sahab Refat Almaz

L’eleganza al servizio della cultura

Sahab Bey fu inviato in Italia all’età di sette anni tramite una missione ufficiale scientifica patrocinata da Re Fouad; qui frequentò le scuole elementari, le superiori e si dedicò a studi artistici. Tornato in Egitto, divenne professore di disegno nelle scuole superiori.

Nel 1930 Sahab Bey fu scelto come segretario dell’Accademia d’Egitto a Roma; in seguito, grazie all’impegno e alla volontà dimostrati, fu promosso all’incarico di Direttore della stessa Accademia e di Responsabile della missione scientifica in Italia. In quel periodo, si unì agli studenti borsisti nello studio della pittura.
Fatto ritorno in Egitto, Almaz fu incaricato della supervisione artistica al restauro dei palazzi storici; mantenne tale incarico fino alla morte causata da un incidente aereo, il 16 Febbraio 1947.
L’impegno di Almaz fu grande nel portare l’arte pittorica verso i metodi delle correnti artistiche più moderne; le sue opere riescono quasi a parlare con eleganza. Realizzò vari dipinti di figure umane e degli eccelsi bozzetti a matita, a colori ad acqua e ad olio.

Dopo la sua scomparsa, le sue opere furono esposte nel 1947 alla Mostra Internazionale di Arte Contemporanea.
Ebbe l’importante merito di far tornare in Egitto gli studenti egiziani borsisti in Italia durante l’approssimarsi della Seconda Guerra Mondiale: egli infatti si affrettò a contattare il Ministero degli Esteri per ottenere l’autorizzazione allo stanziamento della somma necessaria al rimpatrio di tutti gli Egiziani. I suoi contatti con i responsabili del Partito Fascista gli permisero di capire ciò che stava accadendo e di riuscire a sapere il giorno dell’entrata in guerra dell’Italia contro gli Alleati.
Effettivamente l’ultimo viaggio fu effettuato sul piroscafo Marco Polo da Napoli fino ad Alessandria il 27 Maggio del 1940, così che gli studenti giunsero ad Alessandria il 29 Maggio del 1940.

Negli anni tra il 1940 e il 1947, anno della sua scomparsa, fu incaricato dal Gabinetto Reale e dal Ministero dei Lavori Pubblici della supervisione al restauro delle decorazioni parietali del Palazzo di al-Gawhara, del Palazzo di Mohamed Ali presso la Cittadella, del Palazzo Manasterly sull’isoletta di Rawda, sul Nilo; per svolgere tale compito fece ricorso all’aiuto di vari artisti come Mohamed Ezzat Mostafa, Said Elsadr, Ahmed Othman, Abdelaziz Fahim, Salah Kamel, Abdelhamid Azmi e Amin Sabh.